CASTROVILLARI

CASTROVILLRI

I vari reperti archeologici, ritrovati sulle sponde del fiume Coscile (antico “Sybaris”) e custoditi nel Museo Civico della città, testimoniano la frequentazione del sito, sin dall’epoca paleolitica; le prime forme di vita organizzata, tuttavia, sono testimoniate da reperti risalenti all’epoca ellenica e bruzia. Il rinvenimento di alcuni ruderi di ville romane portano alla certezza che il luogo ebbe una colonizzazione romana, da cui deriverebbe l’antico nome della città Castrum Villarum cioè “Fortezza delle ville”. La mancanza di documenti rende frammentaria e poco chiara la storia fino a che, nel 1064 d.C., i Normanni, con a capo Roberto il Guiscardo, assediarono e conquistarono le mura della città. Il dominio normanno si prolungò fino al 1189 poiché quando Costanza d’Altavilla, ultima discendente della famiglia normanna, sposò Arrigo VI della famiglia sveva, il potere passò nella mano degli Svevi. Gli Svevi dominarono la città fino alla battaglia di Benevento, nel 1266, in cui tutta l’Italia meridionale, compresa Castrovillari, passò nelle mani degli Angioini, che dominarono fino al 1400, fino a quando, cioè, Ferdinando I d’Aragona riuscì a conquistare definitivamente Castrovillari.

A questo periodo dobbiamo il Castello Aragonese, che finito di costruire nel 1480, non aveva come scopo quello di proteggere i cittadini, bensì di tenere a freno le continue rivolte dei Castrovillaresi, da sempre ostili agli aragonesi: questo scopo è testimoniato dalla frase in latino incisa sotto lo stemma che troneggia sull’ingresso del castello: ad continendos in fide cives. In seguito, la città passò direttamente sotto l’autorità imperiale per finire poi infeudata alla famiglia degli Spinelli di Cariati, che la ressero quasi ininterrottamente fino all’eversione della feudalità (eccetto il periodo dal 1579 al 1610, durante il quale la città appartenne alla famiglia Sanseverino di Bisignano). Nel 1700 i Borbone si impossessarono di tutta l’Italia Meridionale; nel 1806, invece, proprio le truppe borboniche furono sconfitte dall’esercito   francese   di   Napoleone  a  Campotenese,   le quali

conquistarono così la città di Castrovillari. L’arrivo dei francesi apportò grandi novità: venne abolita la feudalità, furono soppressi gli ordini monastici, vennero concesse alla ricca borghesia emergente enormi quantità di terreno, mentre la nobiltà si vide costretta a vendere anche i propri titoli nobiliari. Le novità francesi portarono all’urbanizzazione del Piano dei Peri e consentì alla città di espandersi verso l’attuale corso Garibaldi (come attestano anche gli ampi marciapiedi costruiti a immagine dei boulevards francesi). Sotto il dominio francese fu istituito anche il distretto di Castrovillari che riconobbe alla città il ruolo di guida del suo territorio.

Caduto il dominio napoleonico, con il congresso di Vienna del 1814, i Borbone ripresero il controllo fino a che il Risorgimento italiano non fuse la storia di Castrovillari con il resto d’Italia. Castrovillari diede un contributo importante all’Unificazione d’Italia, nel 1860 Giuseppe Garibaldi ospitato dal colonnello Giuseppe Pace arrivò trionfante a Castrovillari e poco dopo, in piazza San Giuliano, si svolse il plebiscito popolare per l’Unità d’Italia. Dal 1860 la storia della città si fonde con quella dell’Italia, Castrovillari partecipò attivamente alle guerre mondiali subendo nel 1943 anche duri bombardamenti da parte degli alleati.

Da visitare

Protoconvento Francescano (fondato dal discepolo di san Francesco D’Assisi, beato Pietro Cathin, nel 1220)

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