LAINO BORGO

LAINO BORGO

Laino Borgo è situato al confine tra la Calabria e la Basilicata, è immerso nel Parco nazionale del Pollino.

Il nome del paese si riferisce al fiume Lao nella forma Lainos, ossia “del fiume Lao” che a sua volta prende il nome dall’antica città greca di Laos.

Laino Borgo conta varie grotte, alcune delle quali di interesse archeologico, storico e botanico: fra le più importanti ricordiamo, in località Malomo e Traversa «le grotte dei briganti», e in località Difesa la meravigliosa «grotta del Capelvenere», alla quale si accede per un sentiero impervio e suggestivo.

Il territorio di Laino presenta una struttura geologica del mesozoico (120 milioni di anni) e neozoico (600 mila anni).

Si tratta di terreni in cui si rinvengono importanti e rari esemplari fossili di flora e soprattutto di fauna gigante di specie del tutto scomparse.
Prima di queste ere la zona tutta era sommersa dalle acque del mare, dalle quali, in seguito, emerse la dorsale appenninica con le sue maggiori vette, ivi compreso il massiccio del Pollino donde trassero origine i principali corsi d’acqua.

Il vallo di Laino con la più ampia valle del Mercure, che costituisce la parte nord della valle dal Lao, risale al primo periodo del Quaternario, ossia al Pleistocene, ed è di origine lacustre.

Questa zona della Calabria registrò per prima la presenza dell’uomo e fu quindi abitata di continuo fin dalle origini. Fossili umani, armi e oggetti vari del Paleolitico (160.000-40.000 anni fa) rinvenuti nelle grotte della zona hanno provato che in Calabria, con la fase Mousteriana, si ebbe la presenza del tipo umano, detto uomo di Neanderthal. Questo antenato, dedito alla caccia, alla pastorizia e all’agricoltura, viveva in comunità, anche se non numerose.

Nella località Prato di Laino Borgo, nei pressi della centrale del Mercure, nel 1894 furono fatti importanti rinvenimenti di parecchie ossa fossili riferibili all’Elephas Anticuus Falc. e all’Hippofitamus Anphibius Lacustris, animali della quarta glaciazione di Murm (anni 120-20 mila a C.). Poco distante (circa 1 Km.), nel marzo 1952, in occasione di rilievi topografici, il geom. Nino Ricca da Laino Borgo ha rinvenuto, in località S. Liguori di Laino Castello, alla profondità di circa un metro, grandi ossa di elefante fossile.

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